Wednesday, March 12, 2008

Svelato l'arcano

E noi che si pensava male di quei bravi ragazzi. Guarda un po' chi era l'attacchino contro Fini?
Agi

Segno dei tempi (e dei giornali)

«Sto con Parmenide. Ecco la mia autodifesa». Dice Emanuele Severino
Certo che nel 2008 un titolo così in prima pagina sul principale quotidiano italiano fa un po' impressione.
Corriere della sera

Sunday, March 09, 2008

I'm free to be whatever I

Su Boiler abbiamo tradotto l'articolo sul mondo del gratis di Chris Anderson (quello della "coda lunga") uscito qualche settimana fa su Wired. Sarà la base per il suo nuovo libro. Al solito, ci sarà molto da imparare.
Boiler, The Long Tail

Thursday, March 06, 2008

Assassino di nono livello

Se ne è andato uno dei veri geni dell'evo postmoderno: Gary Gigax. L'inventore di Dungeons and Dragons, gioco di ruolo fondamentale per la crescita di milioni di giovani maschi tra gli anni 80 e 90. Già, perché D&D, e ancor di più AD&D, insegnavano a stare al mondo seguendo le regole, a fantasticare per un mondo libero e regolato al tempo stesso, a stare a sentire un tizio, il master, che per ore ti teneva per le palle intorno a un tavolo. Farfintadiesseresani lo ricorda su Left Wing.
Le mie avventure preferite erano le due ispirate ad Alice nel paese delle meraviglie. Anche se quelle scritte di sua mano da Aliboni non erano niente male.
Questi qui erano i miei compagni di avventure. Un druido, un illusionista, un mago, un monaco e, appunto, un assassino.

Dubbi da ex giocatore: perché le donne (non se ne dolgano, purtroppo è così) non hanno mai saputo apprezzare D&D? Perché le nostre fidanzate e amiche ci hanno sempre guardato come dei poveri scemi che senza neanche un tabellone si divertivano?
Wikipedia, Farfintadiesseresani, Left Wing, Delirio Universale, Ecology of the novel, Islamistica, Unilibro

Saturday, March 01, 2008

Pubblicità progresso

Lo segnalo qui. È uscito il primo numero di una nuova rivista on line. Si chiama L’INKontro e la fanno un gruppo di amici e amiche (alcuni/e molto amici). Dicono di voler far discutere la Sinistra. Qui si spera e gli si augura molto che ci riescano.

Giochi pericolosi

Poi uno dice che ha smesso di bere e di fumare...
Corriere della sera

Thursday, February 28, 2008

Programma in fieri

Dopo la castrazione chimica, il Pd si batterà per la chiusura di tutte le cisterne.

Wednesday, February 27, 2008

Non è che si sta un po' allargando?

Dico Uolter Veltroni, eh.
Se Il Manifesto fosse in chiaro vorrei leggere quello che scrive Patrizio Gonnella sul ritorno delle pene corporali e il promuovere leggi sull'onda della cronaca. Bisognerà aspettare domani. Il pezzo di Gonnella ora è on line.
Reuters Italia, Il Manifesto

Monday, February 25, 2008

Messaggio in codice

Vieni fuori! Chi sei??!?!
(A buon intenditor, poche parole...)

Saturday, February 23, 2008

Frontoni, si chiama FRONTONI

Claudio Cerasa sul figlio di Falcao (ora pro nobis) candidato per Storace al Comune di Roma. Vedi che faceva bene a non volergli pagare gli alimenti.
Cerazade

Friday, February 22, 2008

Un diavolo per capello


Le prime tv locali, gli sfondi psichedelici, i cartoni animati su Quinta Rete: Richard Benson è stato una delle colonne della mia educazione televisiva. (vedere il gioco che merita).
Xl, Kataweb

Educazione sessuale


Ma qui si parla della fotografia del punto G?
Repubblica.it

Non è un paese per vecchi

«Gianni Vattimo è un povero vecchio» (Ugo Volli, classe 1948).
La Repubblica

Thursday, February 21, 2008

Rotta per casa di dio

A ognuno il suo endorsment. Grande concerto al Palalottomatica di Max Pezzali ad aprire la campagna elettorale a sindaco di Roma di Francesco Rutelli.

Wednesday, February 20, 2008

Uno un caso, due una prova

Vabbè, ma questi svizzeri come la prendono la patente? (Poi uno dice che ci ha pregiudizi...).
Repubblica.it

Due is meglio che one


Da vari anni mi ero posto, in quanto forzatamente esperto nella materia specifica, la questione di perché non fosse mai usato l’argomento dei gemelli monozigoti (che al concepimento sono uno e poi, dopo qualche giorno, diventano con tutta evidenza due) contro quello che si potrebbe definire l'argomento del «fin dal concepimento» (che ci sarebbero individuo e persona fin dal momento in cui lo spermatozoo entra nell’ovulo e lo feconda e che quindi parapim e parapam).
Ricordo di aver letto qualcosa da qualche parte di Evandro Agazzi (forse), poi null’altro. Oggi qualcuno ci torna meritoriamente sopra citando quel mangiapreti di Sam Harris.
Il lume rinnovato, Wikipedia

Tuesday, February 19, 2008

Una bella notizia

Da queste parti si stima molto Olga D'Antona e si era, veramente, dispiaciuti che avesse preso una strada diversa da quella del Pd. Ecco, oggi Repubblica ci dà un po' di conforto.
La Repubblica

Friday, February 15, 2008

Cose che fanno male al calcio

"La retirada no pasa por mi cabeza". Damiano Tommasi si è sfasciato un'altra volta il ginocchio.
Marca

Un'altra generazione/2

Anche Loredana Lipperini si sofferma oggi sulla composizione anagrafica delle manifestazioni contro la campagna pro-life e tutto quel che la concerne. Lei ha una sensazione diversa da quella che si ha qui. Ma lei ci è stata ieri e qui no.
Vedo che anche la Bonino ne parla sul Corriere di oggi. Letto: appunto, un po' quello che si notava ieri.
Lipperatura, Corriere della sera

Thursday, February 14, 2008

Un'altra generazione

Non ci sono andato ma me lo aspettavo. Alle varie manifestazioni contro Giuliano Ferrara, la pattuglia della Polizia in un reparto di ginecologia a Napoli e il reset ideologico su varie questioni che si davano per acquisite, hanno partecipato perlopiù ultraquarantenni. Non so bene da cosa dipenda. Da una parte è un buon segno. La legge sull'aborto è, malgrado tutto, qualcosa di digerito nell'opinione pubblica; fino all'altro ieri, Casini (Carlo) era un personaggio da Maurizio Costanzo Show. Ferrara è più un fenomeno che sta in piedi perché i giornali se lo filano che per un reale interesse di una parte rilevante di noi tutti.
D'altra parte, a naso, non sembra un buon segno che gli under 40 se ne freghino di questioni che li riguardano più direttamente che ai loro genitori.
Repubblica.it

Saturday, February 09, 2008

Gli altri me li lascio per la vecchiaia

Dove sono stato e (soprattutto) dove no.



create your own visited countries map

Friday, February 08, 2008

Non so

Sul nuovo sito del Pd, in linea da qualche giorno, ci sono un po' di cose tra cui un "magazine". Su quel magazine c'è anche un articolo di Khaled Fouad Allam su "Michel Foucault e il partito democratico". Strano, eh?
C'è anche un pezzo di Loredana Lipperini su "Politica e web".
In tutta onestà - malgrado qui si stimino, e molto, Foucault e la Lipperini - non si capisce molto il senso di questo magazine del Pd (sempre meglio di quell'altro di carta di cui non si ha più notizia). Magari sta solo prendendo forma e noi si è troppo presciolosi.
Partitodemocratico.it, Lipperatura

Ebrei e non

Vista l'aria che tira e l'idiozia della lista dei docenti della Sapienza ebrei o amici degli ebrei, non sarebbe male ritirare fuori e leggere (o rileggere) quel gran bel libro di Giorgio Boatti sui professori che si rifiutarono di aderire al fascismo per proseguire nell'insegnamento. Anche allora c'erano ebrei e non. Uno di loro era Vito Volterra celebrato, insieme a Carlo Levi, in questi giorni con una mostra al Senato (qui il catalogo in pdf da scaricare).
Bol, Senato.it

Thursday, February 07, 2008

McCarthy etico sul nuovo Caffè Europa

Una nuova veste grafica per la rivista di Mauro Buonocore. Tra le migliaia di cose di ALTISSIMO livello, anche le mie modeste osservazioni su libro di Cormac McCarthy di cui si diceva qui.

Questo è l'indirizzo del blog di Caffè Europa.

Una grande operazione di marketing

Ottimo colpo da parte di Israele e, nel loro piccolo, degli organizzatori torinesi (in fondo, si parla già di una manifestazione che si svolgerà tra più di tre mesi).Qui si espone per filo e per segno quello che anche da queste parti si pensa sulla Fiera del libro e sul boicottaggio (?).
Stampa rassegnata

Monday, February 04, 2008

E pensare che è cattolico

«I read Merleau-Ponty, and I took off from there». Come, essendo nati in Canada (!), si diventa uno dei filosofi che più spaccano in questi tempi grami. Charles Taylor si dilunga su molte cose (multiculturalismo, religione, islam, politica ecc.) insieme a quelli di Prospect.
Prospect

Thursday, January 31, 2008

Anniversari, anniversari, anniversari

Consuntivo di inizio anno del blog

Di tutti quelli che sono arrivati qui dentro nel mese di gennaio con i motori (con Google il 94,44%), il 52,78% lo ha fatto cercando «anniversari 2008». Se gli si aggiunge il 4,76% di «2008 anniversari», l’1,59% di «anniversari nel 2008», e svariati «anniversari+2008», «2008+anniversari», «anniversari anno 2008» si arriva a un considerevole 62,73% di accessi a tema «anniversario» da queste parti.
E le cose non sono più di due: o la gente è fissata oppure noi si scrive di cose che non fregano un piffero a nessuno.
ShinyStat

Tuesday, January 29, 2008

Su Avvenire, e allora?

L'intervista a Bruno Forte del tenutario su ateismo, Spe Salvi, ecc. la trovate sul prestigiosissimo organo della Cei. Anche in una bella paginata. Navigando un po', la potete leggere qui.
Avvenire

PS si può leggere anche qui.

Friday, January 25, 2008

Bestie di dio

A San Pietro ci sono circa 500 api, 470 colombe, 100 draghi, 38 leoni, 35 aquile, 24 serpenti, 15 agnelli, 7 delfini, 4 cani, 3 pipistrelli, 2 lucertole, un gatto, un coccodrillo, un unicorno.
Cnr

Tuesday, January 22, 2008

Understatment


Tra le altre fantasmagoriche cose che si possono trovare sul Reset in uscita oggi c'è anche una prestigiosissima intervista del titolare al miglior teologo in circolazione (altro che Ratzinger).
Reset, Wikipedia

Sunday, January 20, 2008

O tempora o mores

Oggi ho comprato questo libro qui.

È un libro magnifico che racconta, per testi e immagini, la vita di un grandissimo.

La seconda foto del volume, a doppia pagina, è una di quelle che ognuno di noi vorrebbe avere. Su un letto, Fabrizio De André legge un giornale. Accanto libri, molti libri: Lucrezio, San Paolo e altri classici. Una chitarra.
Poi c'è anche un paginone intero di un giornale dedicato all'uscita di un suo nuovo album (qui c’è la foto, la pagina in questione è quella sotto al piede sinistro).
Titolo: La dolce voce di un anarchico
Testata: il Giornale (no, non lo dirigeva ancora Mario Giordano...)
Internetbookshop, Wittgenstein

Friday, January 18, 2008

Io so' l'agenda

Johnny Palomba inizia la sua collaborazione con la Cronaca di Roma del Corriere della sera.

E mo chi glielo dice a Valerio Cappelli?
Corriere della sera

Pensa pensa pensa

In margine allo scontro tra laicisti e clericali, il vuoto nel campo laico, scrive oggi Roberta De Monticelli sul Diario di Repubblica (qui il pdf), «non è affatto un vuoto di valori, ma un vuoto di pensiero, e in particolare di un pensiero capace di risvegliare in ciascuno occhi per vedere e cuore per sentire ciò che è ingiusto, laido o vile, che Iddio ci sia o non ci sia, e di richiamare ciascuno alla sua responsabilità morale, anche di fronte alla storia».
In tre cartelle, una tra i migliori teste filosofiche in circolazione, chiarisce cosa manca.
La Repubblica

Wednesday, January 16, 2008

Marketing vaticano


C'è da dire una cosa a margine di tutta la storia di Ratzinger alla Sapienza.

Vero, ci sono la società postsecolare, il ritorno della religione nella sfera pubblica, la politica che sfrutta la religione a suo uso e consumo e quella che è incapace di confronto con un sistema di valori antico e rispettabile ma sempre uno dei tanti. Gli opposti integralismi, la polarizzazione dell'opinione pubblica, il laicismo, l'ateismo ecc. ecc.

Eppure, il dato che oggi sempre più emerge è: in Vaticano hanno degli spin doctor che Karl Rove gli fa una pippa.

Monday, January 14, 2008

Bauman on Internet

Zygmunt Bauman with Alessandro Lanni (published, in a shortened version, also on Nova 24)

As Castells notices, now on the web there is a battle between big major and milion of consumer-producer. What is your hope about internet? How should the web develop?

A completely random, off-cuff illustration: one of the most prestigious daily, whose editors know well their readers (all of whom, I bet, are avid internet users) and profile the information they supply according to the readers’ interests and expectations, on the page devoted to the last-week internet news refers its readers (under the rubric ‘what we learned on the web this week’) to websites containing information about flexibility of Kermit, how one goes to the lavatory in space, what’s a pretty girl like you doing in a dirty mind like mine, where to hear the new Queen of the Stone Age, or how to win Glastonbury tickets by spotting the bull... It also tells where to find ‘reality TV scoops’, soap spoilers, music videos and gaming gossip’ and information about where to search for ‘perfect hole-in-the-wall’ dining...
The most stressed selling point of ‘new and improved’ computer gear is its raised entertainment value. For once, the writers of advertising copies do not lie. An overwhelming majority of men and women, old and young addicted to the scanning/ zapping of the world wide web do not seek knowledge, but fun. And they get it. The minority that seeks knowledge sooner or later finds out that the profusion of information flooding from the computer screen is an obstacle, not help in satisfying their desire. Finding the few grains of useful (relevant) information in the sky-high heap of chaff exceeds the capacity and the patience of an average human.
More generally: internet does not deal with genuine human problems through their resolution, but through disabling (recasting them as ‘virtual’and so stripping of ‘real world’ relevance). Internet is a warehouse to store information which by the same token (and thanks to the illusion of its constant immediate availability) absolves the user from the cumbersome need of its assimilation, retention and recycling. Internet is a site where one can discharge political passions without engaging in ever less promising political process (for instance, facility with which popular disgust with invasions could be recorded on internet did not stop a single prime-minister from sending troops to Afghanistan or Iraq). Internet is a site on which the ‘self-identification’ game, obligatory yed awfully difficult to play trouble free in real life, can be pursued with few if any obstacles: flattering ‘identities’ may be invented and reinvented at will, often several at the same time, and submitted to the ‘public recognition’ without risk of the bluff being called. Internet with its ‘social software’ allows to establish virtual interhuman bonds to mitigate the pain caused by the absence or oppressiveness of the real-life bonds; in addition, it has the advantage of stripping the desire of ‘belonging’ of its major snag: the difficulty of opting out and breaking the ties in case a particular ‘belonging’ no longer satisfies. Add to that the blogs, fast approaching the total of 100 million, that enable the users to see themselves celebrated things and celebrated people ‘are seen on TV’, that is the way by which reality is obliged to measure its own quality and worthiness... That allow them in such fashion to experience of one’s own importance sorely denied in the hours spent in the office, school or indeed at home...
To cut the long story short, internet is a powerful vehicle of escape from real-life trials and tribulations and a chance to find compensation for defeats and humiliation they cause or are feared yet to cause. It offers substitutes for missing or inadequate skills and resources to deal with the challenges of life. At least this is one of the principal reason of its enormous popularity.

Don't you think that Internet could play a positive role to let the public opinion grew up, the same role have played newspapers in the past?

As newspapers before, so would internet allow public opinion to spread... And also to be manipulated: enlightened, or misled! What makes ‘public opinion’ a value, is its adequacy and relevance to human plight and its challenges (if that happens). But neither the press nor the internet guarantee that adequacy and relevance; attraction, not adequacy pr relevance, are the major factors that decide the size of a newspaper circulation, TV viewing ratings, and numbers of website visitors. Neither the press and the internet just respond to the already existing public interests; they actively create interests – they set the ‘public opinion agenda’: what the viewers/readers should have an opinion about... More often than not, they also form the objects of that opinion, located wholly or in a great part in the ‘virtual space’. More people have opinions (and stronger opinions they have) about the latest candidates for eviction in the Big Brother show, imminent divorce of a celebrity couple, latest twist in the plot of a popular soap drama or sitcom, or a famous athlete caught taking dope, than about apparently highly consequential governmental decisions and successive rounds of power struggles – not to mention the long term trends in economic conditions, state of the climate or the prospects of democracy...
Both the press and the internet operate in a market, vying for attention but not assured that the attention will be given just because they are present. Internet has perhaps better chances to win attention – it operates with images that have wide popular appeal, it can claim, as I mentioned before, high entertainment value (which the press tries to match, yet with mixed success; there is always some distance waiting to be passed...)

Several journalists and scholars mantain that Internet can kill newspapers and with them the critical reasoning attitude they have had since 2 centuries. Are you worried as well?
In a recent article, Juergen Habermas suggests that some important newspapers should be supported with money by the States. This is for the essential role of newspapers in democracy and they're loosing appeal and readers in our era due the new technologies. Are the new technologies a real danger for the quality of our democracy? What do you think of Habermas proposal?


I don’t hold to the (quite widespread) opinion that the future of democracy (and particularly of that ‘hub’ of the democratic process, the ‘agora’, the site where private interest meet public issues and where the translation of private troubles into public tasks and public needs into individual rights and duties is, or at least should be, continually conducted) is technologically determined. Internet is neither a saviour, nor the grave-digger of democracy. ‘Critical reasoning’ may be promoted by internet as much as by the press – the big question, however, how many people, and for what reason, would be inclined to take up tat offer. Whether with the participation of the press or the internet (I predict long life for both – none will kill tthe other, they cooperate splendidly and learn from each other avidly...), the fate of democracy will be decided by the progress of globalization, of individualization, of consumerism (consumer being an enemy of the citizen...)

Chris Anderson, editor of Wired, in his The long tail notices the transformation of the model of market Internet implies: from mass market to the niches market, the market where millions of individuals look for singular pieces. What's your opinion about this phenomenon? Can this change of shopping habits modify the consumer's style of life in a much freeer way?


Again, this is not the internet’s doing! With or without the internet, consumer market cannot but promote variety (what you called ‘niches market’). It thrives on variety – uniformity of needs and desires would sound its death-knell. With all the effort of the advertizing to focus attentions and desires of the consumers on specific line of products, marketing is a hazardous undertaking; one can never be sure which product will catch the prospective customers imagination and become a bestseller, and which will prove to be still-born. Supply of consumer goods proceeds through infinite chain of trials and errors (this is why consumer economy cannot but be an economy of excess, and wasteful). ‘Chance’ is what the merchandizers hope for, ‘opportunity’ is, despite all the efforts to the contrary, unpredictable. The most we can say therefore is that there is a sort of resonance between how the websites (and particularly the blogs, the internet replica of the ‘niches’ in the consumer markets) and the consumer goods on the shop shelves struggle for survival and success.
By 31 July 2006 50 million blogs have been counted in the world wide web, and that by latest calculations their numbers since grow on average by 175 thousand a day. On what those blogs inform the ‘internet public’? On everything that may occur to their owner/authors/operators and enter their heads – since there is no knowing what if anything may attract the attention of the rich and mighty buyers. Creating a ‘personal site’, a blog, is just another variety of lottery: you go on, as it were, buying tickets ‘just in case’, with or without illusion that there are rules that enable you (or anyone else for that matter) to predict the winning ones – at least the kind of rules you could learn and remember in order to faithfully, and effectively, observe in your own practice… As Jon Lanchaster, who examined a large number of blogs, found outi, one blogger reported in great detail what had he consumed for breakfast, another described the joys he got from last-evening game, a she-blogger complained of the intimate/ secret shortcomings of her partner, another blog contained an ugly photograph of the author’s pet dog, yet another meditated on discomforts of a policeman’s life and another still collated the tastier bits of sexual exploits of an American in China. An yet one trait could be found shared by all blogs: an unashamed sincerity and straightforwardness in displaying in public the most private experiences and most intimate adventures. Brutally speaking – a burning zeal and evident lack of inhibitions in putting oneself (or at least some parts or aspectsof one’s self) on the market. Perhaps one bit or another would prod interest and inflame imagination of prospective ‘buyers’, perhaps even of some resourceful and powerful buyers, or just of folks ordinary but numerous enough to attract attention of the powerful few, inspire them to make the blogger an offer s/he wouldn’t refuse, and push sky-high her or his market price? Public confession (the juicer the better) of the most personal and meant-to-be-secret affairs is a sort of ‘substitute currency’, even if an inferior one: a currency to which those of us may resort who can’t afford the currencies routinely used by more ‘serious’ (read: more resourceful) investors.

Friday, January 11, 2008

L'Uomo Forte

Uno apre Repubblica nel gennaio 2008, si trova questo titolo e un leggero brivido corre per la schiena. E pure un certo senso di essere in un altro tempo, in un'altra epoca.
Poi certo, ci sarà pure la malizia del redattore, eh.

Stiamo andando a sud

Avevi degli amici?
Sì, ne avevo.
Tanti?
Sì.
Te li ricordi?
Sì. Me li ricordo.
Che fine hanno fatto?
Sono morti.
Tutti?
Sì. Tutti.
E ti mancano?
Sì.
Dove stiamo andando?
Stiamo andando a sud
Ok.

La lotta per la sopravvivenza di un padre e un figlio in un mondo che ha visto l'apocalisse (nucleare?).
Uno squarcio nelle profondità dell'uomo, fino in fondo, fino a vedere dove può arrivare la capacità di resistere alla catastrofe. Ci vogliono stomaco e cuore duri per tenere testa all'ultimo libro di Cormac McCarthy, La strada.

Thursday, January 10, 2008

Pare ieri

Che il mondo (dei media) friggeva per Second Life e la rivoluzione che avrebbe imposto alle nostre vite.

Toc toc, c'è qualcuno ora?

Wednesday, January 09, 2008

Pure la Bignardi

Davanti all'asilo, stamane, mi si rimproverava la non troppa originalità nel sostenere che se si vuole diminuire il numero di aborti nel mondo più che a una moratoria bisognerebbe pensare a togliere la colpa dal sesso perché gli aborti sono l'effetto di gravidanze non volute e le gravidanze non volute sono l'effetto di uomini (e donne) che si vergognano a passare in farmacia e prendere un paio di scatole di preservativi.
Effettivamente non ero molto originale.
Vanity Fair

Tuesday, January 08, 2008

Pratica antiabortista

Ma vogliamo dirlo che una donna abortisce, in molti casi, perché il sesso è ancora un gran tabù? E che se fosse un po' meno tabù ci sarebbero certo meno aborti? E che allora forse sarebbe il caso di lavorare a smontare quel tabù (prendetela come una celebrazione del '68) come prima politica antiabortista.

Monday, January 07, 2008

Nanni e il vestitino del Corriere

Premesso che a me di Moretti me ne frega poco o nulla, mi continuo a chiedere che ci sia dietro alla guerra, che va avanti da un po', del Corriere della sera contro Nanni. E per dovere civico continuo a denunciare questo stato di cose e a chiedere di conoscere le ragioni di tanto astio.
Nella cronaca di Roma di oggi, Valerio Cappelli ci mette a parte di una mattinata e un pomeriggio al Nuovo Sacher insieme a Johnny Palomba, critico cinematografico misterioso della scuderia Fandango.
Ora, la famosa regola dei fatti separati dalle opinioni non sarà più la bibbia ma almeno tenere divise un po' le cose non sarebbe male. Soprattutto se le opinioni sono quelle di Cappelli.
E invece no, il cronista racconta che «Nanni manca l'affondo», che «spesso il bersaglio è scontato», che «c'è il rischio di elevare ciò che non è, in una mattinata autoreferenziale». Cappelli non gliele manda a dire a quel regista colla puzza sotto al naso: «Non è che solo al popolo di Moretti non piacciono le cose brutte». Capito? Noi siamo qui a difendere la massa da quegli snob livorosi. Ecco l'infamia: Palomba e Palombella compiono la stessa operazione di Verdone e De Laurentis. Ossignore, abominio.

A Cappe', d'accordo, non ti piacciono le Recinzioni di Palomba, ma perché, se compro il Corriere mi devo leggere «Nanni ricorda che le riprese di “Palombella rossa" furono ultimate in novembre, faceva freddo sia fuori che dentro la piscina. Al Nuovo Sacher le cose non vanno meglio. Si sta pigiati in piedi, anche per la vigilanza è festa. La regola (?) è: peggio stiamo, meglio stiamo. Ma Nanni, si sa, è un autore scomodo». E tutti giù a ridere della boutade.
Così è nella cronaca di Roma del Corriere.
Corriere della sera

Friday, January 04, 2008

Multiculturalismo

Piccola lezione di come la presunta identità italiana sia una pirlata.
Leonardo, via Mantellini

Thursday, January 03, 2008

Poi uno dice Jude Law


Ieri sera, preso dall'appallamento e dalla solitudine mi sono visto (caso raro, molto raro) un film in dvd. Il film era questo. Beh, a parte il valore aggiunto che lei e, soprattutto, lei contribuivano a dare, e malgrado il titolo italiano demenziale, non era niente male.
Imdb.com

Paura


Su Nova24 di oggi, il titolare intervista Gerald Edelman (che sarebbe questo signore qui).
Tra le altre cose che racconta il sig. Edelman da San Diego CA, spiega come si possano avere delle remore morali a schiacciare uno dei suoi robottini che con tanta cura (e soldini) costruisce da anni. «I miei robot - sostiene Mr. Edelman - sono esseri che si comportano come esseri viventi senza essere propriamente vivi. Potrebbero essere uccisi anche se non sono vivi. Potrebbero avere sentimenti anche se non sono vivi».
Gasp.

Saturday, December 29, 2007

Anniversari 2008


Nel diluvio di eventi che si ricorderanno nel 2008 (anno bisesto) speriamo che qualcuno pensi anche a Enrico Filippini che moriva cinquantacinquenne giusto vent'anni fa. Quel libro di interviste e articoli pubblicato da Einaudi l'ho consumato a forza di sfogliarlo e ci ho pure imparato un sacco di cose tanto che mi secca non poco non poterglielo dire.

Friday, December 28, 2007

C'è prete e prete

«W sostiene, vecchia tesi fogliante, che l’omosessualità è, da un punto di vista laico e in ragione della lezione della cultura classica, una condizione umana, una variante dell’amore. Bisognerebbe ricordarsene anche quando l’omoerotismo di alcuni preti viene stigmatizzato ipso facto, e criminalizzato automaticamente (per dirla con il lessico corrente e andante), come infamia prepotente, molestia, violenza, stupro. Un prete che ama le donne o una donna, e magari fa un figlio con lei, è considerato nella mentalità prevalente un eroe della sua comunità, un profeta del moderno anelito all’eliminazione del celibato, un bravo presbitero in lotta con uno degli ultimi tabù della chiesa di rito latino; un prete che ama i ragazzi o un ragazzo, spesso conflittualmente e nella dimensione propria del peccato, non viene assimilato al profeta tragico dell’amore poetico e impossibile, Pier Paolo Pasolini, non c’è arcigay che lo difenda, è piuttosto bollato come un mostro pedofilo, e senza tanti complimenti; se poi un prete anglicano sistema le cose a modino, e rivendica uno sposalizio di fatto con un uomo in termini aperti e regolari, certe denominazioni americane lo fanno anche vescovo. Come si vede, c’è molta confusione sotto il cielo dell’amore».
Ferrara, citando Veltroni, sul Foglio di oggi ci cita su di un tema ovvio ma che nessuno incomprensibilmente riprende quando escono gli scandali sui preti omosex.
(Oh, si scherza sulla citazione)
Il Foglio

No, non avete sbagliato url

Ho dato una rinfrescata alla casa.

Lettura di fine anno

Il Gran Minestrone del numero di fine anno dell'Espresso ritorna (ho ancora quello del 2006...).
Mi leggerò:
- l'intervista al futurologo (una fitta al fegato...) Ray Hammond sul mondo nel 2030.
- Tahar Ben Jalloun sull'immigrazione in Europa
- Henry Jenkins, che è sempre un bel leggere
- De Kerckhove sull'accoppiata tecnologia e magia

Cosa non leggerò: Habermas che parla di religione e sfera pubblica (ne ho le scatole piene), Scalfari che prova a fare il filosofo, Tito Boeri sui giovani (eccheppalle), Saviano che scrive di mafia (eccheppalle reloaded).
L'espresso

Tuesday, December 18, 2007

Marocchini


Sottilissima ironia chic. Oggi, il redattore di turno di Repubblica.it non era in forma. Dopo il titolo di cui sotto, se ne esce con questo sommario neanche troppo velatamente razzista. E ci fa anche il simpatico con i ... Ma perché non chiamarli negri a questo punto?
Repubblica.it

La caccia continua

La scienza su Repubblica.it. Anche oggi un titolo (con notizia) folgorante. Il prossimo? "Scoperto il nano più alto del mondo".
Repubblica.it

Tuesday, December 11, 2007

Si fa presto a dire universo


Su Boiler abbiamo messo un pezzo di John Barrow (che sarebbe questo qui con i capelli come Ken, l'amichetto di Barbie). L'articolo è lungo ma bello.
Boiler

Monday, December 10, 2007

Il destino

Il destino era scritto da tempo immemore. Quel pezzo di me non doveva vivere una vita come gli altri. Era nato male, faticava, s'ammalava spesso. E alla fine la falce ha chiuso il cerchio.
Oggi è dipartito il macbook.

Tuesday, December 04, 2007

Come si scrive un bel libro

Anche io sono un teorico della cancellazione della "d" eufonica. Però quando ci vuole ci vuole: Assassinio a Amsterdam è proprio bruttarello e non si capisce perché da Einaudi l'abbiano permesso. Detto questo, sto finendo il libro di Ian Buruma dal di cui titolo che quando uscì qualche mese fa me lo ero un po' perso. Si tratta di un gran bel reportage-inchiesta sull'Olanda che era (e che qualcuno ancora si sogna) e quella di oggi. I protagonisti sono tipi, che se non fossero tutti reali, starebbero bene in qualche romanzo (Theo Van Gogh e il suo killer delirante, per esempio). Il capitolo su Ayaan Hirsi Ali è un pezzo di scuola (come pure quello su Pym Fortuyn) di giornalismo.

Friday, November 30, 2007

Il comunista riluttante?

«Marx ha descritto la situazione del suo tempo ed illustrato con grande capacità analitica le vie verso la rivoluzione – non solo teoricamente: con il partito comunista, nato dal manifesto comunista del 1848, l'ha anche concretamente avviata. La sua promessa, grazie all'acutezza delle analisi e alla chiara indicazione degli strumenti per il cambiamento radicale, ha affascinato ed affascina tuttora sempre di nuovo».

Indovinate da dove viene questa lode a Carlo Marx?

Thursday, November 29, 2007

Che ne sapete voi

trovo e cito: «ma sono questi i piaceri della non-HT! una lumaca, un serpente sulle scale, dei bicchieri incastrati,macchie,l'inter... la gente comune, quella di fuori, che pensa che ne so ai misteri di fatima, alle meraviglie del mondo non sa quali siano i veri misteri e le gioie di risolverli. ma le cose veramente importanti e che restano per sempre sono quelle che passano in nonaccatì! ;)»
Hattrick.org

Wednesday, November 28, 2007

Ma che gli ha fatto Nanni al Corriere?

Anche oggi il "quotidiano di via Solferino" se la prende con il Festival del Cinema di Torino. E' il turno del Mereghetti.
Corriere della sera

Wednesday, November 21, 2007

Ma prendersela con più calma?


Sarà l'antico pregiudizio verso il Tricolore oppure sarà l'inguaribile tendenza a criticare. Certo, il simbolo del Partito democratico presentato oggi non è proprio che abbia entusiasmato il qui presente.

Monday, November 19, 2007

Full color


L'ultima barriera del bianconero superata oggi. Non più testo in nero su fondo bianco. Bell'idea della Stampa: mettere in magenta l'articolo sulla privatizzazione del colore.
La Stampa

Friday, November 16, 2007

Una bella mattinata


Per i 100 numeri di Nova 24. Luca De Biase non ce la fa stare al posto suo e si mette a fare su e giu' davanti alle telecamere per non far inquadrare Bruce Sterling sul palco.

Tuesday, November 13, 2007

28, dico, 28 numeri

Laura Morante da paura.
Esce il nuovo numero della rivista.
InAltriTermini

Monday, November 12, 2007

Non capisco e mi adeguo poco


Non si capisce perché uno (mettiamo, un Nobel) che afferma che i bianchi siano più intelligenti dei colorati è giustamente linciato (metaforicamente, s'intende) mentre un giornale che titola sulla maggiore intelligenza delle tettone-culone dovrebbe solo far sorridere.
Repubblica.it (ma anche quella di carta)

Thursday, November 08, 2007

Proprio dentro un college di Oxford

La mia prima intervista vis à vis su Skype. L'ho scritta e oggi esce su Nova 24, l'inserto del Sole 24 ore. Il lui dall'altra parte del monitor è questo signore qui.

PS un file audio in cui Antonio Sofi legge brani del colloquio con Luciano Floridi.

Monday, November 05, 2007

Ops

C'è gaffe e gaffe. Ilaria D'Amico ha appena chiamato Heidi Klum la madre di Carlo Giuliani, Heidi Giuliani.
Exit - La7

Esageriamo

A Ginevra (andata e ritorno) con l'aereo di Indiana Jones.
E, come si vede dalla qualità dell'immagine, la cosa all'inizio non è che mi entusiasmasse.

Wednesday, October 31, 2007

Autunno romano

Monday, October 29, 2007

Vincono i Bosox


Le World Series del campionato di baseball americano di quest'anno avevano un po' il fascino di un Genoa-Chievo del nostro campionato di calcio. Una vecchia squadra di blasone e dei mister nessuno del Colorado. Alla fine, l'hanno spuntata i rossoblé. Vediamo se la finiscono con la lamentazione...
New York Times

Friday, October 26, 2007

Un quote speso bene

Alessandro Gilioli ripercorre l'albero genealogico della destra italiana e scopre che tutto torna.
Piovono rane

Wednesday, October 24, 2007

Il gene dell'amore, la proteina della generosità


Ancora per la Repubblica.it.
Lunedì 29, qui, Vittorio Gallese se la prenderà tra le altre cose con questo tipo di (dis)informazione scientifica. Quando ci abbiamo parlato (la chiacchierata, realizzata anche con Roberta De Monticelli, uscirà qui tra qualche giorno), Gallese ci ha detto questo in proposito: «Molte di queste ricerche danno per scontata l’idea che, evocando in una persona quella reazione emotiva-affettiva che noi denominiamo in un certo modo e vedendo quali parti del cervello si attivano, noi abbiamo trovato la localizzazione di quell’emozione o di quello stato d’animo nel cervello, quasi che quello che noi stessimo cercando, localizzandolo nel cervello, fosse una “cosa”».
E ci sembra molto ragionevole.
Repubblica.it, Mente&Cervello

Un correttore di bozze?


Bene l'istantaneità della comunicazione on line. Bene l'essere sulla notizia prima di tutti. Bene che il messaggio passa lo stesso.
Ma dal meglio sito informativo del bigonzo ci aspetteremmo un po' più di cura, non le 5 revisioni della Treccani, ma un po' di cura sì.
Repubblica.it

Monday, October 22, 2007

Il mondo è bello perché è vario


Oggi in taxi a parlar di Darwin e biodiversità con Niles Eldredge (questo tipo qua accanto). Stasera ne discuterà anche al Teatro Eliseo a Roma insieme a Enrico Alleva nell'ambito di questa iniziativa.

Wednesday, October 17, 2007

La scienza che (non) pensa


Il famoso cabarettista James Watson (del duo Watson e Crick) se ne esce così sulla diversa distribuzione dell'intelligenza tra bianchi e neri (indovinate a favore di chi?).
Corriere.it, The Indipendent

Tuesday, October 16, 2007

Numeri

Ma sull'Unità c'è ancora il mitico Draghi a spiegare i dati elettorali?

Io gli do lo spunto. In Trentino Alto Adige, alle primarie le cose sono andate così:

Veltroni: 10.193 - 44,23%
Bindi: 6.686 - 29,01%
Letta: 5.928 - 28,97%

Che gli aveva fatto il Sindaco agli altoatesini?

Saturday, October 13, 2007

Non capisco

"Sospeso alto prelato, disse in tv di essere gay"
Una cosa: ma se diceva di essere etero era tutto a posto?
Repubblica.it

Thursday, October 11, 2007

In fondo, a destra


Comparso sotto casa. (Sento puzza di Piazza Vescovio).
Repubblica.it

Wednesday, October 10, 2007

Venghino siori, venghino

Siccome si è organizzato questo sarebbe carino che qualcuno che casca qui sopra si presentasse al Teatro Eliseo il 15 e/o il 22 e/o il 29 corrente mese.

Sunday, October 07, 2007

Serendipity/2

Quando si dice il crossover: 50 Cent vs Lucio Battisti - In da club (La canzone del sole).
Youtube

Friday, October 05, 2007

Forza, cresci!


Antonio Scurati dice cose che i maschi italiani intelligenti finiscono di dire in terzo liceo.
Le invasioni barbariche - La 7

Henry Jenkins rules


Su Boiler di questa settimana, abbiamo messo un paio di cose per presentare un genio che nel tempio della tecnologia mondiale (il Mit) riesce a farsi dare una cattedra di letteratura o giù di lì.
Boiler

Thursday, October 04, 2007

Serendipity


Scoperta casuale di eccezionale rilievo.
Frate Indovino

Si fa presto a dire sinistra

La questione del “chi siamo e del dove andiamo” non è solo il tarlo che affligge (o almeno dovrebbe) tutti a sinistra in Italia (tanto quelli che si apprestano a creare il Pd quanto quelli che cercano di rianimare la socialdemocrazia). Ne abbiamo pure scritto sull'ultimo Reset.

Anche i progressisti inglesi sono alla ricerca di nuovi valori. Qui un lungo dossier: alla ricerca delle fondamenta dell'Inghilterra di Brown.

Il Nouvel Observateur se lo fa spiegare da BHL: Comment être encore de gauche.
Reset, Prospect, Nouvel Observateur

Wednesday, October 03, 2007

Nella mia biblioteca

Da un po' ho scoperto Anobii, frontiera del social networking per appassionati di libri. Come costruirsi uno scaffale on line con tutti i libri che ci si vuole mettere più una serie di opzioni per facilitare le relazioni con gli altri abitanti della rete (per esempio, il sito fa la spia e dice chi ti è venuto a trovare in quella pagina). Inventato ad Hong Kong, questa è la mia pagina.
Anobii

Saturday, September 29, 2007

Ramadan - Ferrara 2-0


Ieri sera, la trasmissione Otto e mezzo condotta da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni ha avuto innanzitutto il merito di spazzare via lo stucchevole dibattito di queste settimane voluto dal Corriere intorno alla questione se si dovesse discutere di e con Tariq Ramadan. Innanzitutto, si può. Lo si è fatto. Un'ora di interessante discussione che ha mostrato un'intellettuale, il Ramadan, che certo può essere ostico da digerire per alcuni ma non sembra il mostro dipinto da i vari Glucksman, Augé e dai vari liberal americani arruolati dal Foglio.
La vera questione emersa ieri è che prima di provare a confutare le tesi di Ramadan bisogna leggersele bene e tutte. Altrimenti si fa fatica a stargli dietro, si cade un po' nel ridicolo rinfacciandogli tesi sostenute dal nonno fondatore dei Fratelli musulmani, ed è molto difficile prenderlo in castagna.
Otto e mezzo

Friday, September 28, 2007

C'è qualcosa che non va

Il nuovo Venerdì di Repubblica è un po' indeciso. E pure io lo sono nella valutazione.
A prima vista non è che mi dispiaccia, però:

- La tentazione del "falli parlare" c'è, lo stile Vanity fair delle mille interviste si nota fin dalla copertina. Anche se qualche pezzo senza il personaggio resiste.

- La grafica, a parte la testata, è peggiorata. Il sommario è meno leggibile.

- Spargere fondi, editorialini, commenti per tutto il giornale non è una brutta idea.

- Non mi convince ridistribuire le rubriche che erano in fondo tra le varie sezioni del giornale. Ma sarà una questione di abitudine...
Il Venerdì di Repubblica

Wednesday, September 26, 2007

L'Africa a Princeton

La gioventù nel Ghana, le considerazioni di Ratzinger sugli omosessuali, multiculturalismo buono, cosmopolitismo delle identità e molto altro.
Intervista a Kwame Anthony Appiah.
Resetdoc.org

Monday, September 24, 2007

La religione? Un mito obsoleto

Intervista del tenutario a Daniel Dennett uscita su Reset 104


«La religione è una forza potente nel mondo. Oggi ancora di più. Dobbiamo studiarla da un punto di vista scientifico così da poterne anticipare i cambiamenti». Daniel Dennett con Rompere l’incantesimo (Raffaello Cortina, pp. 502, 32 euro), in libreria da qualche tempo in Italia, sembra quasi rispondere al volume di Benedetto XVI uscito in Germania e presto disponibile in tutte le lingue. Se quest’ultimo, malgrado le aperture, ribadisce la superiorità della religione, il filosofo della scienza direttore alla Tufts University del Center of Cognitive Studies capovolge la gerarchia: anche la religione è un fenomeno naturale e come tale va studiato con gli strumenti della scienza. A differenza di pamphlet come quello di Cristopher Hitchens (Dio non è grande Einaudi) che fanno del senso comune l'arma con cui combattere il credo religioso, qui c'è solo la scienza, nient'altro che la scienza. Un approccio evoluzionistico applicato a un tema non scientifico già sperimentato in altri ambiti come la coscienza, in La mente e le menti (Rizzoli, 2000), e il libero arbitrio, in L’evoluzione della libertà (Raffaello Cortina, 2004). Scavando fino ai primi riti e culti della storia umana, il filosofo bright, razionalista e scettico arriva fino alle versioni attuali dei grandi monoteismi, in primo luogo il cristianesimo. Meno polemico e più analitico dell’amico e sodale Richard Dawkins, anche Dennett comunque non si nasconde dietro le parole: per lui religioni o mucche pari sono. Dal punto di vista evoluzionistico, s’intende.

Uno degli obiettivi del suo libro è quello di capire perché le religioni funzionino così bene. Qual è il risultato di queste analisi?

Non offro alcuna conclusione. Sollevo più domande di quelle cui do una risposta. Ma alcuni punti emergono piuttosto chiaramente: le odierne religioni vengono osservate meglio come discendenti addomesticati delle prime religioni «selvagge»; proprio come le mucche ereditano molte delle caratteristiche degli uri, gli ungulati selvatici da cui discendono, così le religioni organizzate di oggi ereditano caratteristiche delle religioni folcloristiche che anticipano la cristianità. Si sono evoluti per mezzo della selezione naturale senza l’aiuto di disegnatori intelligenti. E molte delle innovazioni più recenti, disegnate deliberatamente dai leader religiosi, possono essere più pericolose (alle religioni stesse, alle persone che ne fanno parte).

Con quali strumenti si affronta questo lavoro di naturalizzazione della fede religiosa?

Io adotto una prospettiva naturalistica che vede ogni essere umano possessore di una mente, ovvero, di un sistema cognitivo implementato nel cervello, niente di immateriale. Una mente che è plasmata in modo forte da molti fenomeni, non solo dai geni, e non solo dalla razionalità. Le menti degli esseri umani sono cariche di idee che provengono dalle culture in cui sono immersi, e forse queste idee sono le fonti principali della potenza e delle fragilità degli esseri umani. I processi evolutivi si verificano tra le idee così come tra gli esseri umani, le piante, i microbi, ecc. Possiamo trarre un’utile forza esplicativa e predittiva da un approccio evolutivo alla cultura.

Da un punto di vista evolutivo, esistono differenze tra le varie interpretazioni di una stessa fede, pensiamo per esempio alle differenze tra moderati e fondamentalisti?

Quando gli scienziati scoprono che non credono più a una teoria scientifica, la abbandonano e cercano di dimostrare una nuova teoria. Quando le persone scoprono che non credono più a dottrine religiose che i loro genitori o altre persone più anziane hanno insegnato loro, capita che quelli che non abbandonano la «fede» spesso cercano di temperarla, riversarla in una serie di dottrine più credibili. Abbiamo assistito a un’enorme diluizione dei credi più forti un tempo; quelli che non sentono questo bisogno di cambiamento sono chiamati fondamentalisti.

Lei ha detto che le religioni sono radicate nella società per tre motivi principali: «aiutare chi soffre e allontanare la paura della morte, spiegare cose che altrimenti non potrebbero essere spiegate, incoraggiare la cooperazione nel gruppo». Non crede che queste siano funzioni positive per le nostre società?

Naturalmente lo sono, anche se tutti questi elementi hanno anche lati negativi. Gli stessi credi e pratiche religiose che possono alleviare angosce a molti possono anche causare tremendi sensi di colpa e atroci sofferenze. Le spiegazioni sono sempre sbagliate e potrebbero essere sostituite da spiegazioni scientifiche migliori. E la cooperazione, che viene così fortemente incoraggiata dalle religioni, spesso porta ad azioni di una folla che non ragiona che ha prodotto alcuni dei più brutali «fanatismi» visti sul pianeta. La convinzione incontrovertibile che la causa dell’uno sia giusta, e giustifichi qualsiasi azione, ha portato molte persone altrimenti buone a compiere terribili crimini.

Non crede che la naturalizzazione di fenomeni come la religione, ma anche la filosofia, irrigidisca e semplifichi eccessivamente la molteplicità dell’esperienza umana?

La scienza tratta meglio di ogni altra attività con i fatti dell’esperienza, credenza, conoscenza, testimonianza. La scienza non cerca di creare bellezza (nel modo in cui fanno le arti, per esempio), ma la scienza può studiare come le arti creino la bellezza, per dirlo semplificando estremamente il discorso. In modo analogo, la scienza non cerca di fare quello che la religione cerca di fare, ma la scienza può studiare scientificamente ciò che la religione cerca di fare e il modo in cui lo fa. Ritengo che la naturalizzazione aumenti la nostra comprensione, renda i fenomeni più intensi e anche più chiari, anzi magnifici. Il resoconto scientifico del sistema solare è molto più imponente dei vecchi miti sugli dei e i carri fiammeggianti spinti attraverso il cielo. Penso che gli amanti della natura che non sanno niente della teoria biologica sono come gli amanti della musica che non sanno leggere la musica, che non conoscono la teoria armonica, ecc.

Esiste una via praticabile per uscire dal conflitto tra scienza e religione, in particolare quella cattolica? Proprio nei giorni scorsi è apparso in Germania il libro che raccoglie tra l’altro il discorso su «creazione ed evoluzione» che papa Ratzinger tenne a Castel Gandolfo lo scorso settembre. E la strada per una riconciliazione tra Chiesa e scienza non sembra ancora pronta.

Il Vaticano – con Benedetto XVI e il cardinale Schoenborn, in particolare – cerca di contribuire alla controversia sul creazionismo, e penso che sia inciampato malamente. Giovanni Paolo II ha fatto il suo famoso commento su come l’evoluzione non fosse solo una teoria, eppure anche lui ha continuato a insistere nell’escludere l’animo umano dalla teoria evolutiva. Avrebbe potuto dire che l’evoluzione va bene per tutti gli esseri viventi eccetto che per i canguri, o che l’evoluzione ha governato tutta la vita eccetto quella sulla penisola italica! L’idea che la nostra specie, l’homo sapiens, sia qualcosa benedetta da poteri sovrannaturali (e non solo da un’intelligenza enormemente più grande) non deve essere presa in modo serio. Sono felice, tuttavia, che questi temi ora siano discussi apertamente. Si deve dire che coloro che sostengono che non c’è nessun conflitto sostanziale tra l’insegnamento della scienza e le dottrine della religione non sono in contatto con la realtà. Il conflitto è reale e mentre possiamo tutti sforzarci per una soluzione pacifica e rispettosa, dobbiamo renderci conto che come ai tempi di Copernico e Galileo, la verità scientifica renderà i miti precedenti obsoleti e inverosimili.

Sunday, September 23, 2007

Un minuto di silenzio

E' morto Marcel Marceau.
Corriere.it

Friday, September 21, 2007

R2 secondo me

alcune osservazioni intorno alla nuova Repubblica dopo due giorni in edicola:

- ci stanno lavorando ancora su

- troppe troppe cose in prima pagina: oggi c'erano richiamati ben 13 (tredici) articoli in quel fazzoletto di spazio. Sono indecisi su come trattare articoli di diverso genere (quelli old style e le lenzuolate)

- il colorino pastello non è male, sembra di stare in clinica

- ancora si deve apprezzare il filo che tiene insieme tutto il giornale, nella parte centrale, quella più nuova devono fare un po' d'ordine

- fanno un giornale all'avanguardia, che "è dentro la vita di un Paese" (cit.) e mettono un'apertura in Cultura (ieri) su Delio Cantimori

- oggi ad aiutare la pulizia e l'ordine c'era pure Diario

- li hanno avvertiti quelli dell'Espresso che tra poco si sbaracca?

Thursday, September 20, 2007

Lingua dei segni

Il pezzo di cui qui è uscito oggi su Nova 24 del Sole. Peccato.
Nova24

Wednesday, September 19, 2007

La seconda Repubblica

«Se un giornale è parte della vita di un Paese e non della sua rappresentazione». Così si apre la presentazione di Ezio Mauro di R2 e del quotidiano che cambia.
Non c'è male per il giornale più postmoderno che c'è.
la Repubblica

Tuesday, September 18, 2007

Ken Follett strikes back


Appena comprato l'ultimo mattone di Ken il brizzolato. 1367 pagine (dico, milletrecentosessantasette pagine) che iniziano il primo novembre 1327. Ci entusiasmammo per i Pilastri e, se tanto mi dà tanto, quello che sta per iniziare sarà un bellissimo autunno gotico.

Friday, September 14, 2007

I ggiovani e il nuovo che avanza

Mario Adinolfi risponde a Ilvo Diamanti sui "riferimenti ideali" del Pd. Cosa ci si aspetta dal candidato "giovane" della compagnia di giro che corre per le primarie? Che il tono sia sognatore, che citi Google e i ragazzi che se la sono inventata, che se parla di politica lo faccia da controprovocatore ("voi vi aspettate Obama e io vi cito Aldo Moro", tiè). Wow, ecco s'avanza il nuovo progressismo. Caspita che inversione a U!

Questo il testo della risposta:

"Le radici: Aldo Moro. Le foglie: i fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page. Un politico e due innovatori senza pari. Brin e Page, due ragazzi che a trent'anni hanno fatto quello che in Italia nessuno di noi può sognarsi di fare: inventare da zero, competere liberamente, cambiare il mondo. Moro, un inventore di politica "alta", trucidato da barbari che camminano liberi e scrivono libri. Amo il suo discorso del 21 novembre 1968 ("Tempi nuovi s'annunciano e avanzano in fretta come non mai"), ma soprattutto la passione dell'ultima lettera alla moglie, nella consapevolezza della fine imminente: "Vorrei capire come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo"".
Repubblica.it

PS ma perché poi i brigatisti non dovrebbero poter scrivere libri?

Thursday, September 13, 2007

Ciao

Dopo cinque anni di malattia, è morto oggi Tommaso Russo Cardona. Ci eravamo conosciuti nell'89 alla Sapienza, dietro i banchi delle lezioni all'alba di Tullio De Mauro. Quei Wittgenstein e Saussure furono per entrambi le nostre prime letture e passioni universitarie condivise una primavera in quel bel parco che allora era Villa Mirafiori. Io poi me ne andai a Milano mentre Tommaso rimase con De Mauro a proseguire studi e ricerche. Per strani casi delle nostre esistenze private, lo ritrovai quindici anni dopo a studiare la lingua dei segni. Ultimamente aveva scritto molta parte di questo libro sul quale ho scritto qualcosa che avrei sperato fargli leggere.

Tuesday, September 11, 2007

Esce (fra qualche giorno) Reset

Eccolo qua. Ci sono un po' di cose non male (per dire, Michael Walzer che discute con la Urbinati, Amato che se la prende con i «solletica pance della destra», John Searle e Daniel Dennett che parlano con me, un articolo di un grosso filosofo senegalese, Chiara Saraceno che spiega perché in Italia stanno aumentando i matrimoni misti ecc.). Tra qualche giorno in (qualche) edicola e libreria.
Reset

Monday, September 10, 2007

I danni di Umberto Eco

"Fenomenologia del blog-predicatore" di Filippo Ceccarelli

"Fenomenologia dei grillanti tra blog e gazebo" di Gianluca Nicoletti
la Repubblica, La Stampa

Spettatori interessati

A leggere i resoconti odierni (qui quello del Corriere) del match a sorpresa tra Cristopher Hitchens e Tariq Ramadan al Festival della letteratura di Mantova ci siamo fatti l'idea che non sia così facile e banale prendere in castagna il nipotino del fondatore della Fratellanza musulmana. Ci si agita, ci si sbraccia ma alla fine sembra più ragionevole quello che ha da dire lui piuttosto che gli pseudo-argomenti usati, per dire, da Hitchens.

Friday, September 07, 2007

Notte rosa

Ieri sera a Roma il cielo era così.
Anzi molto meglio.

Wednesday, August 29, 2007

doh

Pure l'Ansa perde tempo con sto giochetto...
Hattrick.org, Ansa

Wednesday, August 22, 2007

Pranzo di gala?


Ma che caspita ci aveva da ridere Mauro "bandana" Corona a tavola con Alemanno, Tremonti e Maroni in Cadore?

Wednesday, August 08, 2007

Altro che scontro di civiltà

Poi uno dice le regioni rosse. La cultura, modello per tutto il paese, integrazione e ricchezza diffusa, civiltà ecc. ecc.
Ma lo sapevate che in Toscana, la Regione (insomma, il governatore, il capo) ha vietato ai bar di produrre in proprio tè e caffè freddo? E costringe chi non vuole rinunciarci a sorbirsi orrende sbobbe shakerate o bricchetti confezionati.

Thursday, August 02, 2007

Libri delle vacanze

Tre libri che mi sono sfogliato durante queste due settimane tra "i profughi di Parga" (cit.):
1) Il primo è una introduzione a quello che la lingua dei segni è. Per sapere alcune cose interessanti come: il finlandese e l'inglese in segni fanno parte dello stesso ceppo linguistico, il francese e l'americano di un altro; un triestino e un siciliano segnanti stentano a capirsi.
2) Il secondo si chiama il manifesto dei conservatori ma è piuttosto una raccolta di articoli di vario genere (critica letteraria, ermeneutica della filosofia contemporanea, moralismi vari). Il migliore, al di là del condividerlo o meno, è quello sul matrimonio. L'autore, Roger Scruton, oltre che da Ferrara è tra i più amati anche da Gordon Brown.
3) Il terzo è un'antologia di scritti enogastronomici (più eno che gastronomici) di Mario Soldati. Certo, sarà un po' banale pensarlo, ma immaginarlo che se ne andava in giro durante i primi anni Settanta a cercare per le campagne marchigiane il Verdicchio perfetto un po' d'invidia la mette addosso.