Saturday, June 20, 2009

Aldo Giorgio Gargani

E' morto Aldo Giorgio Gargani. Insegnava filosofia contemporanea a Pisa ed era uno dei migliori interpreti di quel groviglio culturale che passa sotto il nome di "mitteleuropa", area geografica e di idee alla quale aveva dedicato numerosi studi negli ultimi trent'anni e più. Io l'avevo incontrato per la prima volta sui banchi universitari giusto vent'anni fa, leggendo la sua introduzione arancione a Ludwig Wittgenstein. Un libretto uscito per la prima volta quasi quarant'anni fa, quando da noi si sapeva poco o nulla dell'autore del Tractatus. Già, perché Gargani è stato uno tra i primi a leggere in Italia il filosofo austriaco e, soprattutto, è stato uno di quelli che lo hanno letto nella maniera migliore, più intensa e proficua (ce ne sono anche altri da noi, non buttiamoci giù).

Qualche anno fa l'avevo contattato per chiedergli un articolo per Reset in occasione della morte di Richard Rorty, altra sua grande passione e amicizia. Gargani fu delicatamente cortese e mi mandò questo bellissimo ricordo.
Sul suo ultimo libro - una raccolta di saggi su Wittgenstein - scrissi una breve recensione che provava a rendere i numerosi spunti di quel volume alla quale l'autore rispose con una lettera di delicato apprezzamento.
Ecco, mi dispiace molto che sia morto.

3 comments:

arcangelor said...

Ho letto solo stamattina della sua morte. Mi ha preso dentro, forte, nello stomaco.
Strana, inaspettata, mai provata sensazione.
Non sono un suo allievo, non l'ho mai conosciuto, ho solo letto quest'anno alcuni suoi saggi su Wittgenstein e Musil per la mia tesi di laurea. Precisi, illuminanti, rigorosi.
Ecco, dispiace molto anche a me che sia morto.

Federico said...

Solo oggi mi è arrivata la notizia. Solo adesso.Feci da solo con lui uno straordinario viaggio in macchina da Roma a Pescara . Introdusse un nostro concerto con una bellissima ora di intervento che aveva intitolato "L'ibridazione dei codici simbolici nei linguaggi della modernità". Ed è indelebile il suono nelle mie orecchie delle ultime righe de "il dono" di Carver detto dal Prof.Gargani. E a cena tentò di mangiare un arrosticino per il senso della lunghezza... A Stefano Bambini che cercò di fargli posto a tavola poichè eravamo tanti e lui era seduto all'angolo del tavolo rispose: "va bene qui... a me piace questa asimmetria..." mi dispiace davvero tanto che sia morto e mi mancherà.

sessantotto said...

Oggi camminavo lungo la spiaggia e rileggevo per chissà quale ennesima volta la sua teoria di Tubingen. Che per me che non so di filosofia è una di quelle finestre che apro per cambiare aria. E Tornato a casa, cercando un po', ho scoperto della sua morte che le notizie frettolose hanno dimenticato.
E mi spiace.