Showing posts with label thomas friedman. Show all posts
Showing posts with label thomas friedman. Show all posts

Friday, December 05, 2008

Quelli che hanno capito tutto

E’ nata una nuova schiera di giornalisti/scrittori/conferenzieri, che hanno un'idea brillante e la declinano in diversi modi, ottenendo grande seguito. Da Thomas Friedman a Malcolm Gladwell, alcune delle star dei media americani.
Su Boiler ne abbiamo scritto un po'. (Il tutto è nato qui).
E siccome non ci facciamo mancare niente, non ci facciamo mancare neanche il pezzo sulla felicità della porta accanto che impazza sui giornali italiani oggi.

Friday, November 14, 2008

Due su Nova

Ieri su Nova 24 sono usciti due (dico 2!) miei articoli. Uno è qui.
Nell'altro (sì, ci manca un apostrofo...), la finivo così: «Riuscirà il nuovo presidente Usa a dare slancio alla green revolution auspicata da Friedman? Difficile, soprattutto perché si troverà di fronte a un paradosso: se il petrolio costa meno, l’economia riparte, si risparmiano soldi dal benzinaio e questo è un bene ma, al tempo stesso, si fa difficile, molto difficile mettere in discussione un sistema che funziona, almeno per ora, e investire su fonti rinnovabili come vento e sole».
Sebbene io non sia un esperto, mi sembrava una cosa ragionevole, o no?

Sunday, October 26, 2008

C'era una volta

Thomas Friedman, il guru del mondo piatto, ha scritto un gran libro sulla green revolution che l'America prima e il mondo poi dovrebbero sbrigarsi a fare se vogliono salvarsi dalla catastrofe ambientale. Soprattutto, è pieno d'entusiasmo e di slancio come solo un americano sa essere.
Il libro è uscito un paio di mesi fa, a occhio. Poi c'è stato, sul finire di settembre, il deflagrare della crisi e il rinculo (psicologico e non solo) sui progetti di chi pensava di poter uscire da una economia "petroliodipendente". Qualche giorno fa, Friedman sul Nytimes ha provato a rimettere insieme i cocci.

Thursday, October 09, 2008

Fatti più in là, uh uh

German engineering, Swiss innovation, American nothing. (Pubblicità della Smart Fourfour)
Sto leggendo il nuovo libro di Thomas Friedman e la battuta con cui si apre non è male. Dopo The world is flat, questo Hot, Flat and Crowded poteva essere un best seller, "poteva" perché sognare una rivoluzione verde, come fa Friedman, in questo momento di catastrofe economica non sembra l'urgenza di tutti i governi, in primo luogo di Obama e McCain.