Thursday, March 03, 2011
Amara Lakhous e l'onda araba
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Alessandro Lanni
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Monday, February 15, 2010
Lo stallo multietnico e Maroni
Il paese è multietnico e questo è un fatto. Malgrado gli esorcismi (da Berlusconi in giù), cinque milioni di stranieri in Italia dicono che il multiculturalismo non è più una scelta.
La questione è che di questi cinque milioni non si sa che farne. Non è chiaro come inserirli nel tessuto sociale autoctono (sinistra) ma neanche come asservirli in una gerarchia pararazzista (destra). La rete per tenere ordinati questi cinque milioni di persone è piena di buchi. Soprattutto mancano le idee su come dovrebbe realizzarsi questa integrazione possibile.
Mancano a sinistra dove si ripete stancamente il mantra di parole svuotate: "differenze", "diversità", "culture", "apertura", "solidarietà", "tolleranza" ecc. sono canzoni da organetto ormai, con nessuna presa sulla realtà né su coloro che dovrebbero ascoltarle.
Nè tantomeno a destra si sa dove mettere le mani. Certo, si sa come raccogliere il consenso nel profondo nord impaurito ad arte, ma non come governare il fenomeno (vedi Milano). (Che poi qual è il fenomeno?)
Per questa ragione fa pensare l'intervista a Maroni sul Corriere. Che ci prova a guardare un dito più in là, sapendo bene che tanto da lì non può muoversi.
"Basta quartieri multietnici" dice. Che in verità che c'è di male, anzi dovrebbe essere la norma in una società multietnica un qualtiere multietnco, ma vabbé.
Basta quartieri multietnici. D'accordo, il problema è che poi viene fuori il quartiere dei cinesi, quello dei marocchini, dei peruviani ecc. E allora siamo da capo a dodici, e ti dicono che ti sei coltivato in casa il terrorista come a Londra, reclusi in ghetti monoculturali (Sen) a sovranità limitata dello Stato.
E allora bisogna distribuirli per la città, ma allora ti arriva la sciura milanese che ha votato l'Umberto e che no, il puzzo di curry per le scale proprio non ce lo vuole.
E allora si rimane così, senza un'idea. Fino alla prossima incazzatura, la prossima vetrina sfasciata, la prossima coltellata.
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Alessandro Lanni
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9:51 AM
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Thursday, October 29, 2009
Bastava leggere la prima pagina
Gli immigrati regolari in Italia sono più di 4 milioni e mezzo, con una crescita del 13,4% nel 2008. Per la prima volta il nostro Paese ha superato la media europea (6,2%) per presenza di stranieri in rapporto ai residenti. E' questa la fotografia del fenomeno dell'immigrazione contenuta nel rapporto 2009 della Caritas-Migrantes.Come? Supera la media europea il numero di immigrati in Italia? Siamo invasi? Ma a Repubblica si sono mai fatti un giro a Parigi, a Londra, a Colonia, o ad Amsterdam? E allora, la morale qual è? Che bastava leggersi la prima pagina del riassuntino della Caritas per capire che il discrimine è la cittadinanza e non il numero di africani, arabi, cinesi, albanesi, peruviani circolanti nel nostro paese. Bastava un po' di cura per dire, correttamente, che siamo oltre la media europea perché noi, il nostro Stato, le nostre leggi, non facciamo nulla per integrare anche gli stranieri che abitano qui da decenni.
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Alessandro Lanni
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