No, niente, è solo che volevo dire che l'argomento retorico del fantoccio lo conoscevano già un duemila anni fa (anzi di più) e non aveva un nome inglese. Per dire, Aristotele ricostruì nella Metafisica in maniera quanto meno fantasiosa le vicende di quelli che i nostri manuali considerano suoi predecessori (proprio perché li mette lui alle sue spalle). E i suoi successori glielo rinfacciarono eccome.
Thursday, February 25, 2010
Oi phantòccioi
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Alessandro Lanni
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Friday, April 10, 2009
Due is meglio che one/2
Ah, vedo che ieri le news di Repubblica.it andavano alla grande.
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Alessandro Lanni
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Tuesday, March 24, 2009
Autarchia informativa
Scrive Luca Sofri:
Qualcuno, tempo fa, aveva acutamente notato come il proliferare di servizi e funzioni che aiutano a trovare cose noi affini abbia una forte controindicazione. Parlo dei “se ti piace questo allora prova questo”, dei modi che hanno iTunes, Amazon, o molti altri, di “personalizzare” l’offerta sulla base di ciò che siete e fate e scegliete, dei “suggerimenti”, eccetera.Aggiungerei: non solo. Tendenzialmente finisce anche l'idea che esista un'opinione pubblica, che verrebbe sbriciolata in tante opinioni private, magari anche molto competenti (i cosiddetti "tecnici" hanno opinioni private altamente specializzate), ma completamente staccate dalla vita pubblica e ininfluenti nella vita democratica. Che era un po' quello che si scriveva qualche giorno fa.
La controindicazione è che finiamo per selezionare e frequentare un mondo in cui il tasso di sorprese, scoperte, incontri col diverso, sia molto ridotto. Molto dei nostri gusti e dei nostri interessi è invece fatto di cose che abbiamo incontrato per accidente, e che anzi prima avremmo mai immaginato ci incuriosisse. Ognuno avrà i suoi esempi.
Qualche giorno fa sul New York Times Nicholas Kristof ha fatto una riflessione simile rispetto alla personalizzazione delle informazioni e delle news: il “Daily me”. Finiamo per leggere solo cose con cui siamo d’accordo.
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Alessandro Lanni
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Wednesday, January 07, 2009
Sapere di non sapere
Sul celebre blog Wittgenstein, oggi si parla, tra l’altro, della famosa proposizione 7 e conclusiva del Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein. In particolare, si denuncia l’uso smodato che di quel «tacere» si è fatto in qualsiasi contesto fuorché in quello proprio, ossia filosofico. Un discorso analogo si potrebbe fare con il celebre teorema di incompletezza di Kurt Goedel, che a sentire quello che dicono qui e là dimostrerebbe l’impossibilità di qualsiasi cosa. Ma non lo faremo.
Il tenutario del blog Wittgenstein per spiegare cosa in realtà voleva dire l’altro Wittgenstein cita una serie di spiegazioni trovate in rete. Purtroppo, la spiegazione è di molto sbagliata. Inserendosi dunque a pieno titolo nella querelle che Mantellini qui richiamava.
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1:24 PM
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Friday, December 19, 2008
Iconologia
11 e 14. Una scuola di politica mel sud, cpn l’aiuto di Roberto Saviano.
In quell'inciso ci sono tutte le ragioni di una sconfitta.
(La diretta dalla direzione del Pd è spassosissima, soprattutto perché dimostra l'assurdità dell'iPhone, ossia un telefonino con cui non si può scrivere).
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Alessandro Lanni
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11:27 AM
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Thursday, November 06, 2008
Puntini sulle O
Scusate, non per contraddirvi, ma quanti anni aveva Bill Clinton quando fu eletto?
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Alessandro Lanni
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5:44 PM
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Friday, October 24, 2008
Riformatevi
A leggere l'intervista di ieri a Cossiga sul Riformista (a Fabri'...) ci avevo pensato pure io. Poi, Luca Sofri ci ha avuto anche la pazienza di scrivere a Polito a tarda sera.
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Alessandro Lanni
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10:47 AM
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Friday, May 16, 2008
Ma siete pazzi?
Gasp!
Grazie a Giulio che ci regala certe chicche, a Massimo e a Wittgenstein (sempre sia lodato. Come? Non è Ludwig? ah, vabbe', grazie lo stesso).
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Alessandro Lanni
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8:11 AM
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