
Io pure lo aspettavo con curiosità perché ci ho un gusto un po' ossessivo a sfogliarli i giornali. Al di là della festa, piena di gente incazzzzata, ci piaceva di vedere venire fuori qualche idea nuova. Mi dicevo, o si innova la scatola (grafica) o si innova la ciccia. Oppure, tutte e due se proprio va di lusso.
E invece? Il nuovo Riformista non ci piace (non è una condanna, eh). Vabbè, hanno sbagliato la pagina dello sport (Hamilton come Obama? che invenzione...; Simoncelli pure su Vanity Fair è uscito; Matteoli che cambia canale se guarda la Juve? che crossover). Ok, la pagina di gossip ve lo fa vedere a voi tristoni di sinistra che siete contro Verissimo (però mettetela al posto giusto, che se l'invenzione delle cronache vale una medaglietta per Ezio Mauro, due culi dopo gli esteri e prima degli editoriali non si capiscono se non li spiegate). In prima, c'è il prestigiosissimo pezzo di Guia Soncini che sì che le Winx non si criticano e che anzi fanno bene (no no, Guia, le Winx fanno schifo, sono scritte con i piedi e disegnate peggio. Leggere l'Uomo Ragno e X-Men, per criticare quelli che il gioco della Città del sole è il migliore); le pagine della cultura? mah.
Poi è arrivato lui e ha tirato la linea.
Monday, October 20, 2008
Oltre le firme c'è di più?
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Alessandro Lanni
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Friday, October 17, 2008
Solo non si vedono i due leocorni

Lunedì prossimo uscirà il nuovo Riformista e ieri hanno fatto una bella festa con un sacco di facce nuove. C'era tutta la crème della via italiana al laburismo. Però non avevano avvertito nessuno che loro sono un giornale "incazzato".
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Alessandro Lanni
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Friday, May 30, 2008
Puntini sulle i
Io lo capisco, Antonio Polito ha preso d'aceto e Veltroni ha perso. E d'allora, il Riformista dà addosso a Valter. Ogni giorno sta' lì farci la spiega, a volte ha ragione da vendere altre no. Oggi no. Tatuarsi Che Guevara e tatuarsi un celtica sul braccio non è la stessa cosa. Questo non significa che la topica presa da molti sull'«aggressione nazifascistaxenofoba» del Pigneto non sia grave e che la sinistra non riesca ad avere un'idea di quel che passa nel paese. Eppure, non sono la stessa cosa. Chi si tatua una celtica è di destra, chi si tatua il Che non sempre, anzi ora sempre meno, è di sinistra (si pensi a Tyson e Maradona).
Tommaso Labate si è andato a fare un giretto al Pigneto per raccontare un po' l'aria che tira dopo l'uscita dell'Ernesto. Un bell'articolo, ve lo consiglio. Peccato per il paragrafetto "politiano", un po' buttato lì, a bacchettare anche quando, tutto sommato, aveva ragione Veltroni a dire che tatuarsi l'Ernesto sul braccio non vuol dire più nulla.
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Alessandro Lanni
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