Wednesday, May 14, 2008

Una nuova dialettica esistenziale


«Un territorio nuovo popolato da nuovi simboli, da nuove icone, da nuovi totem: pop, rap, jeans, reality, ectasy, pc, on line, e-commerce, e-bay, i-Pod, dvd, facebook, r’n’b, disco, techno, tom tom, ecc. Simboli, icone e totem capaci tutti insieme di avvolgerci nella forza virtuale propria di una nuova dialettica esistenziale. Nella forma dinamica di un nuovo materialismo storico, la fabbrica illusoria del nuovo uomo post-moderno».

E questo sarebbe quello che ha capito tutto? Che ci spiega qui e qua? Che piace ai comunisti e ai non? Che detta la linea al Berlusconi IV? Che sa come l'Europa può salvarsi dall'invasione orientale? Se uno si prende la briga di leggerlo La paura e la speranza di Giulio Tremonti scopre quante imprecisioni, inesattezze, banalità, luoghi comuni lo condiscono. Frasi come quella qui sopra sono di una sciatteria analitica (dialettica esistenziale?) che non metterebbe conto criticare. Ma citare pop, disco, jeans, r’n’b e rap come icone della globalizzazione, ci sembra francamente troppo.

8 comments:

Anonymous said...

"..Ma citare pop, disco, jeans, r’n’b e rap come icone della globalizzazione, ci sembra francamente troppo."

Non direi a mio modesto parere.
Anzi, i Jeans ne sono i simboli per antonomasia. I precursori addirittura.
Un saluto

Alessandro Lanni said...

I jeans esistono da 100 anni e più, dagli anni 50 sono un fenomeno di massa.
Per globalizzazione, credo, s’intenda altro: delocalizzazione della produzione, flussi di persone e danaro che vanno a spasso per il mondo, invenzione del digitale e diffusione delle sue conseguenze.
Almeno mi pare.
Boh, il rhythm and blues mi pare sia altro.
ciao!

Anonymous said...

Sembrano le parole di un povero vecchio.
Sembrano.

SdL said...

ecco, lo sapevo, tutta colpa di facebook

Anonymous said...

Ha colpevolmente omesso di citare M&M's, Shoot'em up, Bolt 2 in 1, Gin Fizz, Hula Hoop, Fiat Lux.

Anonymous said...

In questi casi si aggiunge anche "CGIL, CISL and WILL".

Anonymous said...

Ecco un altro pezzo di Tremonti:

All’alba del terzo millennio il comunismo non è finito. All’opposto, pur se con qualche variante, si trova ancora nella fase ascendente della sua curva storica. La prova è nel fatto che ne sta apparendo la forma umana ideale: «l’uomo a taglia unica». Un tipo umano che non solo consuma per esistere ma che esiste perché consuma. Un soggetto che pensa come consuma e consuma come pensa, per cui i simboli civili e morali sono sostituiti dalle «griffes» commerciali, per cui i jeans e le scarpe sono una divisa e la divisa un sostituto dell’anima, per cui la musica metallica domina sulle altre forme di linguaggio, per cui il turismo sublima l’avventura umana ...

Il passaggio «from Marx to Market»

http://new-italy.net/globalizzazione/il-passaggio-from-marx-to-market/

Anonymous said...

L'autore del libro fa parte di quelle persone che sono di per sé una solida garanzia. Una garanzia, intendo, di inutilità ad approfondire ciò che fanno, perché si sa già che poco ha a che vedere con la qualità. Un po' come la Bellucci: dove c'è lei nel cast sai già che il film è brutto, da evitare. E non pensi quindi nemmeno un secondo a dover pagare per l'inutile verifica dell'ovvio. O no?

Saluti,
Massimo